I profumi e gli aromi del Prosecco Superiore Follador

Il profumo è un requisito fondamentale del vino. Si tratta di un argomento estremamente complesso e articolato, la cui conoscenza dettagliata richiede studio e predisposizione. Basti considerare che gli aromi si possono classificare in tre gruppi: primari, tipici dei vitigni e delle uve, fruttati o aromatici; secondari, cioè gli aromi di fermentazione; terziari, dovuti all’invecchiamento. Servono dei nasi molto allenati, capaci di cogliere anche le sfumature meno pronunciate.

Il Professor Luigi Moio, uno dei massimi esperti della materia, approfondisce il tema degli aspetti aromatici, biochimici e sensoriali dei prodotti enologici in un libro da poco presentato presso la Scuola Enologica G. B. Cerletti di Conegliano, intitolato “Il respiro del vino”.

Ma perché è tanto importante l’aroma? Perché, come l’autore stesso afferma nel suo saggio: “Il profumo è la parte più importante e affascinante del vino, il vino comunica attraverso il profumo. Comunica i territori, comunica le varietà di uva, comunica i luoghi in cui nascono le persone che stanno dietro al vino.

Per quanto riguarda il Prosecco, gli aromi sono essenzialmente di tipo fruttato con una predominanza di mela verde, pera, agrumi, frutta tropicale, pesca e aromi floreali come glicine e petali di rosa.

Una freschezza e complessità di fragranze che ritroviamo nell’intera gamma dei DOCG Superiori Follador, il cui carattere deriva dalle uve Glera coltivate nel Conegliano Valdobbiadene, un Territorio fortemente vocato e identitario.

La particolare intensità olfattiva dei nostri Prosecchi è dovuta anche all’applicazione dell’esclusivo metodo di vinificazione messo a punto e depositato da Gianfranco Follador, pioniere della macerazione a freddo anche per le uve glera.